Cherry Bit: tecnologia al servizio dei crediti deteriorati

Per definire Cherry bisogna innanzitutto dire che è una organizzazione esponenziale e fluida.  

Ma cosa significa?

L’aggettivo esponenziale riconduce Cherry a quel cluster di nuove strutture organizzative in grado di scalare e crescere a velocità neppure immaginabili  fino a qualche decennio fa; la fluidità, invece, si riferisce al fatto che Cherry mette insieme le più avanzate competenze nel mondo del credito e nell’uso della tecnologia.  
Il desiderio di innovazione e la competenza sono state le basi che hanno sorretto quello che è stato l’obiettivo primario con cui Cherry è nata: migliorare la risposta del sistema finanziario ai bisogni espressi dal mercato grazie al miglior utilizzo delle tecnologie avanzate.
  La mancanza di alcune legacy culturali e tecnologiche rispetto all’unione dei due mondi che avevamo deciso di mettere insieme, e il fatto di essere in un certo senso pionieri della via che ci accingevamo a percorrere, non ci ha spaventati, è stato anzi stimolo entusiasmante, che ci ha resi consapevoli della portata che il nostro impatto avrebbe potuto avere sul mercato su cui avevamo deciso di investire, cioè quello degli NPL.  

Ed è proprio dal mondo del credito deteriorato nella sua forma più acuta, il settore NPL, che la nostra avventura è partita.

  Dodici anni di esperienza nel settore dei portafogli deteriorati e la ricerca continua di nuovi strumenti che ci portavano sempre più ad utilizzare dati ed informazioni, hanno alimentato in noi la convinzione che il miglioramento delle performance sono legate alla capacità di avere a disposizione centinaia e centinaia di informazioni in modo veloce e con una sintesi appropriata alle variabili importanti. Da qui, la consapevolezza per cui le performance dipendono dalla capacità di raccogliere informazioni e riuscire a trasformarle in decisioni e, ancora di più, azioni.  
Il passo da questa esperienza all’utilizzo di schemi di calcolo, rilevazione di informazioni e schemi di sintesi, è stato breve.
  Analizzare portafogli, recuperare, gestire nel continuo posizioni che variano perché connesse a vite economiche che evolvono, sono tutti mestieri in cui è richiesta un’altissima professionalità, in cui le variabili da analizzare, soprattutto su masse elevate, sono davvero enormi. Poter contare sulla possibilità di utilizzare piattaforme che rendono semplici le connessioni fra milioni di dati, rendendoli disponibili e coerenti, non è banale.

E questa è stata la nostra “illuminazione”. Da qui, è nata Cherry Bit.

  Bisogna sapere fin da subito a che cosa mirare, bisogna guidare con visione la trasformazione dei dati in informazioni e da ultimo istruire algoritmi che imparino grazie alla moltitudine di dati analizzati e in funzione degli obiettivi che vogliamo raggiungere. Gli algoritmi dipendono dagli obiettivi e usano i dati, senza obiettivi il dato non dice nulla.

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